ANTOLOGIA CRITICA

Scrive Carla Chiara Frigo:
Dalla personale di Cittadella
La personalità artistica di Fiorello Stefanato nel decorso della sua carriera sembra definirsi in modo compiuto nello specifico della grafica da cui deriva quella capacità analitica e quell'acutezza di introspezione che, unitamente a una dote narrativa che gli è propria, egli felicemente trasferisce nella sintesi e nella grandiosità della pittura.
Le sue opere testimoniano il desiderio di una ricerca espressiva e di sperimentazione delle varie modalità di comunicare le proprie esperienze interiori e sensoriali che vengono tradotte con una autentica vena illustrativa, quasi fiabesca a volte, ma che sa toccare il tono alto dell'epopea delle vicende umane. Il rapporto con il mondo, sia questo naturale, sociale, o intimo e fisico, è quasi sempre risolto nell'elegia del racconto, che a volte assume i tratti più persuasivi, ma che in primo luogo risponde alla volontà di accompagnare con delicatezza e tenerezza l'osservatore in quel mondo incantato che per lui è l'Arte. Un mondo di desideri, di sogni, di idealità spirituali che l'artista interpreta con pieno trasporto emotivo e riversa con urgenza sulla tela.
Cromie luminosissime si alternano a quelle più cupe e intense di umori profondi, forme tese e allungate si oppongono a quelle espanse e dilatate, alti spessori seguono profili sottili, evanescenti sospesi nell'aria sempre tersa e di cristallina purezza. I corpi delle figure, oggetti o uomini, si stagliano in una contemplata armoniosità d'insieme data dalle infinite gamme di gradazioni e da gemme che si innestano su superfici vitree o su voragini fagocitanti. L'infinitamente piccolo brulicante si addensa e viene circoscritto da ampie volute che si librano nello spazio chiaro e irradiante. Una dimensione rarefatta, di aerea purezza, di leggera e incantata visionarietà sembra contraddistinguere allora le creazioni di Stefanato, dalle origini del suo percorso artistico ad oggi.
Le sequenze di situazioni grafico pittoriche si manifestano come evoluzioni della sua fervida attività estetica e trovano soluzione di continuità nelle esplicazioni progettuali di quei germi di una morfogenesi artistica che egli semina e coltiva guidando il loro diramarsi nell'ambiente reale.
L'attività che egli ha scelto di mostrare al pubblico in questa rassegna propone dunque un itinerario che inizia con le manifestazioni più libere e spontanee dell'estro creativo fino a giungere al rigore progettuale, alla traduzione delle intuizioni e percezioni di un mondo poetico in oggetti e ambienti abitabili. Il fil rouge che unisce l'Arte all'Arte applicata è l'anelito alla spiritualità, un bisogno dell'uomo di vivere anche quotidianamente la dimensione del sacro attraverso la mediazione estetica: le sue oggettivazioni divengono quindi estensioni delle funzioni della mente e del cuore, i 'luoghi' dell'immaginazione, la concretizzazione fisica di esperienze immateriali. L'uomo nell'arte non è più soggetto alle limitazioni del mondo reale che trasforma e sottomette alla libertà e alla ragione creativa. Le legge gravitazionale, il peso e la solidità dei corpi, il peso specifico degli elementi, l'elasticità, la risonanza, l'opacità della materia sono superate o convertite nella logica dell'immaginario artistico. Nel progetto l'idea primigenia assume consistenza, peso, volume, corpo. Un mondo sottratto alla virtualità, all'appartenenza all'etere, diviene reale, percorribile ed esperibile dall'uomo in carne ed ossa.
La progettazione di spazi in cui si possa manifestare un vissuto religioso rappresenta un momento significativo per Stefanato che si era accostato con consapevolezza critica al problema della fede negli anni Sessanta, anni della contestazione giovanile e della messa in discussione di tutte le certezze: gli interrogativi sembrano ora dissolti e una nuova luminosità intensa ed espansa che irradia e trapassa ogni resistenza fisica per trasformare il corpo in un corpo glorioso. Atto estetico e atto di fede si ricongiungono nell'edificazione di un luogo per l'epifania del sacro, del divenire ascetico che smuove e commuove le nostre coscienze alla conquista di realtà superiori che travalicano le limitatezze del nostro effimero esistere.

Dicembre 2003