ANTOLOGIA CRITICA
Scrive Gabriella Niero:
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Dalla personale di Piazzola sul Brenta
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Conoscere gli eventi del passato significa aprire uno spiraglio verso la comprensione del presente. Raccontare, tramandare, dare un senso alla storia ci permette di vivere momenti di straordinaria esperienza
emotiva che alimentano noi stessi e soprattutto le nuove generazioni. Ed è con questa motivazione che il Comune di Piazzola sul Brenta propone l’interessante rassegna d’arte “Di Generazione in Generazione”, un festival biblico che coniuga la citazione di testi sacri antichi a eventi contemporanei. Attraverso il simbolismo della cultura pittorica , e non solo, la manifestazione tende a diffondere soprattutto nei giovani la conoscenza dei fondamenti della religione. Tra i narratori più intensi spicca la personalità di Fiorello Stefanato sensibile autore contemporaneo capace di “raccontare” i grandi terni biblici - dall’Antico al Nuovo Testamento - con un linguaggio incisivo sviluppato attraverso la pittura e lc composizioni d’arte povera. La sua mostra personale allestita all’Oratorio di S. Benigno rappresenta una tappa fondamentale nel viaggio spirituale ed incantato alla scoperta del divino . Tra cultura e tradizione si rivela il profilo di un’esperienza artistica che conduce verso la conoscenza. |
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Tradizione e modernità nel divino |
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Nello spazio compresso dei plurimi si colgono frammenti di un’esistenza passata. Inserti di vegetazione essiccata, panneggi rimodellati dal colore, presenze arcane che evocano riti lontani nel tempo , simboli religiosi, filamenti leggeri che assumono profili antropomorfi o stratificazioni naturali. Un mondo
ricco di suggestioni che si alterna ai più “tradizionali” dipinti, superfici ampie dove prendono vita voli iperbolici, cieli infiniti, dinamismi ascensionali.
La creatività di Fiorello Stefanato tocca vari tasti dell’espressività. Fantasiosa e simbolica nelle installazioni di materiale povero; rigorosa e “classica” nei temi e allegorie dipanati sulle grandi tele, vortici e moti dinamici di creature immerse nella luce. E’ una dimensione affascinante che agisce in sintonia con la realtà Contemporanea ma tocca anche le arcane narrazioni della storia. L'anima della ricerca si ricava dall'esplorazione che l'autore attua nelle pieghe della natura e dell'esistenza, un'introspezione affascinante per far emergere schegge di verità rese nel soffio di una vita primordiale, un respiro nascosto che anima le cose, l'essenza tutta spirituale dell’ idea resa viva dall'arte sia essa rappresa nella materia povera riassemblata o stesa finemente sulla tela.
Il percorso di Fiorello Stefanato è dunque segnato da una graduale scoperta dei meandri dell’ignoto che vanno dalla ricerca concettuale all’evidenza della spiritualità. Innanzi ai suoi originali lavori colgo un'anima che pulsa, una dimensione aurorale che trasfigura sensazioni primarie e si fa interprete di questa duplice lettura: interno esterno, passato presente, geometria natura. Tra una dimensione e l'altra il passaggio è affascinante perché è una scoperta del mondo attraverso la materia: l'artista ne varca i confini per rivelarne le risonanze ignote. Tutta l'attività di Stefanato si è configurata nella ricerca di comprendere il valore sotteso della materia e della forma nei loro aspetti più variabili. Non dunque espressione esclusivamente d'istinto ma meditata a lungo, assimilata da linguaggi e riferimenti culturali che vanno dagli esiti ricombinati del materiale “riciclato” agli arditi effetti visivi dei dipinti con chiari spunti presi dalla pittura barocca.
Nelle diverse esperienze Fiorello Stefanato cerca un senso armonico delle cose che si pongono oltre il visibile fino alla rivelazione e alla conquista di un viaggio interiore. Il percorso verso il simbolismo e il significato nascosto dell'immagine, sorgono da un'ispirazione, dalla riflessione, dal racconto allusivo di una storia. La visione viene giocata nei contrappunti, nell'intrinseco fascino cromatico nella sua essenza di esternazione dello spirito, si fa magia di un linguaggio visionario e incantato. L'arte è ricondotta alla matrice, alla sua natura di spazio della memoria dove la luce e il tempo si fondono insieme. In questo modo l'autore torna dunque all'approfondimento di nuove ed interessanti esperienze artistiche che nello specifico danno vita a un dialogo tra mondo esterno e dimensione interiore. In quei frammenti vegetali, nei panneggi densi e compatti, nelle stratificazioni cromatiche c’è il racconto di un processo di formazione delle immagini che nascono dal ricordo e dalla memoria; e poi la pittura con figure larvali che viaggiano verso l’ignoto, verso la conoscenza del divenire. Il mistero si rivela nell’esperienza dei linguaggi espressivi. |
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Pino Pin, tuo amico. |
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Parlare di Fiorello Stefanato mi induce a voler manifestare dapprima un affetto profondo nei confronti di un amico e poi un’attestazione per un artista che esprime la sua essenza immergendosi totalmente nel
colore.
I suoi colori sono abbaglianti e inaspettati e ci introducono in una cromaticità complessa ed intrigante; hanno tonalità squillanti che splendono in un mondo di incanto e meraviglia.
Il forte accento sulla fisicità della natura non assopisce e non sovrasta l’esigenza di esprimere l'illuminata visione della spiritualità.
Le opere di Fiorello, che riflettono la sua visione del mondo, trasmettono l'animo della gioia interiore e donano quei colori al mondo per testimoniare un messaggio di fede profonda: ed è proprio la fede che
lo spinge a ricercare ed esplorare le infinite forme di un dialogo intimo con Dio.
In questo suo anelito vuole coinvolgere e rendere partecipe l’osservatore, vuole dimostrargli che credere è ciò che contraddistingue l’essere umano.
La sua arte diventa una vera portatrice di messaggi e di immagini: coglie l’intreccio tra natura e animo umano riuscendo ad esprimerlo facendo riferimento ad elementi di contemporaneità e con modernità di linguaggio. Ci si trova avvolti in uno spazio particolare, invitati in un punto di incontro dove meditare e pensare perché spinti da una necessità interiore di analisi e da una sete di sapere e conoscere che, eludendo la curiosità, ci sposta e ci orienta nell’intimo del nostro essere.
Nelle sue opere e presente come una costante un insieme indivisibile di elementi: la misteriosa essenza delle cose e degli esseri, il desiderio di comprenderli e di rivelarli al di là delle loro apparenze, di restituirli a una realtà spirituale che li trascende in un’autentica qualità lirica, l’appagamento nella limpidezza e nell’immaginaria ricchezza di sfumature con cui vengono rappresentati.
Nella sua composizione dello spazio, gli oggetti, umili e quotidiani, e i ricordi diventano così intensi che la forma diventa solo una perentoria necessità di esprimere la natura primaria e l’essenzialità della vita. |
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