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Il rischio più grave per l'uomo contemporaneo è di smarrire il senso della libertà.
Il consumismo, la tecnologia, i media pongono dei limiti, spesso occulti e quindi più nefasti al nostro "essere nel mondo", al nostro "relazionarci" con e cose e fra di noi. Ci salva la creatività, l'esercizio della fantasia, irrinunciabile paradigma della libertà interiore.
FIORELLO STEFANATO, che ha ripreso a dipingere dopo lunghissima pausa (seguita, per altro, ai brillanti inizi documentati dagli interventi critici di Gillo Dorfles e Giuseppe Marchiori) ce ne offre una eloquente documentazione.
Egli esplora il mondo del sogno ove si compiono i giochi più arditi del libero agire e del libero creare; ed apre così una finestra sugli abissi dello spiriti.
Le sue opere infatti presentano uno "schiudersi", un "disvelarsi", che invita ad andare oltre, al di là dell'apparire.
E qui il linguaggio tormentato che risente della lezione espressionista, (ma sempre sorvegliato e controllato da un nitore classico) si fa morbido: gli elementi si fondono in un fluttuare ove l'interno e l'esterno, il prima e il poi, il moto e la quiete, il leggero e il grave, quasi si annullano: non rimane che la potenzialità libera della fantasia. |